mercoledì 31 dicembre 2025

DE STRACC(I) E DE PETACC(E)

 A Mondragone, quando arriva la fine dell’anno e ci scambiamo gli auguri, lo facciamo sempre scherzando, secondo la nostra indole paesana, facendo anche qualche considerazione, per così dire, di carattere filosofico: - E ci ammu (a)rrivat n’at ann! E qualcuno risponde: - Eh, sì, de stracc(i) e de petacc(e)… ma ci ammu (a)rrivat!

Con quest’espressione ci si riferisce ai vari problemi e difficoltà che la vita ci mette davanti durante l’anno, che, certe volte, ci mettono a dura prova, facendoci esercitare la virtù della pazienza e della sopportazione oppure è qualche anziano che lo dice, riferendosi alle condizioni di salute che, a quell’età, vanno peggiorando e mentre i farmaci curano una malattia, ne peggiorano un’altra e così via, e non si sa come conciliare la situazione e, mettendo una toppa di qua e una di là, si va avanti.
Per quello che mi riguarda personalmente, in quest’ultimo periodo, sono stata accompagnata da un’influenza, senza febbre, ma con tutti i problemi annessi e connessi, che mi è ritornata due volte nel giro di poco tempo, e con una tosse tanto forte che mi ha quasi distrutto, togliendomi ogni velleità e quindi posso dire che anche io “de stracc(i) e de petacc(e)” ci sono arrivata.
E speriamo bene…
Il termine “stracci” viene dall’atto di stracciare, ridurre in pezzi qualcosa di più grande, proprio come le malattie e i problemi riducono noi, a pezzi.
Anche le “petacce”, che sono abiti dismessi, logori e strappati, hanno lo stesso significato.
I detti mondragonesi sono sempre molto ironici e ci insegnano ad accettare le situazioni con consapevolezza ma senza drammatizzare ciò che è già troppo difficile in sé.
Ci insegnano che l’ironia è quella che ci salva, che ci rende la vita più serena e accettabile, che ci rende superiori a quello che ci capita, che ci permette di affrontare situazioni difficili con più distacco e leggerezza.
Ci aiuta a non prenderci troppo sul serio, a ridere delle difficoltà e a trovare la forza per affrontarle e continuare.
BUON ANNO A TUTTI



sabato 27 dicembre 2025

Preghiera della Notte di Natale

In questo video un’antica preghiera della Notte di Natale, recitata dalla sig.ra Genoveffa Caparco:

Part, anima mia,
va’, te cunfessa
pens che e muri’
a vall de Gesù
a fatt cumparì ( pensa che andrai davanti a Dio)
scont ru fauzu nnemmic(o) pe la via
O fauzu nnemmic(o), vota via,
Nun fai che prutestà st’anima mia,
Me l’aggiu fatt 100 Crucie a nott,
Me l’aggiu fatt a nott de Natale
Me l’aggiu fatt pe l’anima mia
Pe devozion me ric(o) Ave Maria
( Si recita 100 volte la preghiera e si recitano 100 Ave Maria)
Alessandra Mone