QUAGLIERA
A Mondragone, con questo temine, usato più al femminile che al maschile, ci si riferisce ad una persona instabile, lunatica, che cambia continuamente idea. E’ una nostra espressione gergale molto precisa.
Il blog di Caterina Di Maio dedicato alle tradizioni locali, agli usi, costumi e racconti di Mondragone CE, curato e pubblicato da Esterina La Torre
QUAGLIERA
A Mondragone, con questo temine, usato più al femminile che al maschile, ci si riferisce ad una persona instabile, lunatica, che cambia continuamente idea. E’ una nostra espressione gergale molto precisa.
NC’E’ MUORT SENZA RIS E NC’E’ SPOS SENZA CHIANT!
(NU)N’ AMMA RA’ CUNT SUL A GENT MA PUR A RI CAN DE PUCURAR!
UN RACCONTO DELLA TRADIZIONE:
PER TUTTI I DEVOTI DELLA MADONNA INCALDANA
PER TUTTI I DEVOTI DELLA MADONNA INCALDANA
PER TUTTI I DEVOTI DELLA MADONNA INCALDANA
PER TUTTI I DEVOTI DELLA MADONNA INCALDANA
LA QUESTIONE DELL’INCENDIO
La Madonna Incaldana non è conosciuta solo a Mondragone e nei 36 Casali cioè nei dintorni ma un po’ in tutto il mondo, dove i Mondragonesi si spostano per lavoro o per altro.
Nella società contadina di una volta avere un figlio maschio era molto importante perché veniva considerato il pilastro della famiglia, necessario per la continuazione della stirpe in quanto avrebbe portato lo stesso nome e cognome del nonno ma non solo, era fondamentale anche per avere quella “forza” maschile, necessaria per il lavoro nei campi e quindi per il sostentamento della famiglia.
Cari amici, trovandoci in tema di tradizioni pasquali, per allargare l’orizzonte, vi voglio far conoscere questa tradizione, che mi ha fatto conoscere la mia amica rumena Maria, cristiana ortodossa, portandomi in dono queste uova.
Questo detto mondragonese si riferisce al periodo pasquale, al Giovedì Santo, in cui, una volta, si faceva il “pane di Pasqua”. Oltre alle pagnotte e ai filoni, “paniegli e cocchie”, si faceva anche il tortano con le uova incastonate sopra e le pigne per i bambini e si facevano solo per Pasqua. Ecco perché il detto dice che se non si fanno a Pasqua poi non si possono fare più.
Il 25 Marzo, giorno dell’Annunciazione, la Chiesa celebra la Concezione di Gesù nel grembo della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo, annunciata dall’ Arcangelo Gabriele.
Ieri sera, al Memoriale di don Franco Alfieri, ho ascoltato tante parole di elogio sentite e veritiere sul suo conto, tante testimonianze sulla sua figura, geniale e rivoluzionaria, nell’Amore.
Poeta, teologo, docente di Filosofia, non era certo il professore che si mette “in cattedra”, era sempre in discussione, sempre alla ricerca di novi orizzonti da scoprire. Aveva un’intelligenza notevole, un’apertura culturale eccezionale.
Nella Mondragone degli anni ’50, nei pressi della chiesa di S. Francesco viveva una famiglia con cinque figlie femmine. Erano nati anche due maschietti, in verità, ma erano morti tutti e due, verso i due anni, per le malattie esantematiche dei bambini.
Una volta, in tempo di Quaresima, si usava comprare le aringhe affumicate per variare un po’ il menu giornaliero, che non prevedeva carne. Dato il suo sapore molto forte e deciso, se ne mangiava un pezzetto, condito con olio, con una fetta di pane.
Il Vangelo di oggi mi ha fatto ricordare questo proverbio. Nel brano si legge che Gesù disse: - Nessun profeta è bene accetto nella sua patria….. All’udire queste cose tutti si riempirono di sdegno, si alzarono e lo cacciarono fuori dalla città e lo condussero fin sul ciglio del monte per gettarlo giù… I compaesani di Gesù, che prima lo applaudivano per i miracoli che aveva fatto, ora lo rifiutano per quello che dice.