Ai margini della spiaggia mondragonese ma generalmente su tutte le coste sabbiose e rocciose cresce una pianta perenne, succulenta e strisciante, alta 15/20 cm, che si propaga spontaneamente, formando dei tappeti erbosi.
Il blog di Caterina Di Maio dedicato alle tradizioni locali, agli usi, costumi e racconti di Mondragone CE, curato e pubblicato da Esterina La Torre
venerdì 29 agosto 2025
SULLE DUNE MONDRAGONESI: LE RANF DE JANAR
giovedì 21 agosto 2025
A PIAZZ DA RAMEGN
A Mondragone, la piazza dedicata a Bernardino Ruosi, che si trova all’incrocio tra Via Campanile, Via Venezia e Viale Margherita, veniva chiamata, un tempo, “a piazz da ramegn” perché in passato qui si vendeva la gramigna come foraggio per asini e cavalli ma era preferita soprattutto dagli asini.
mercoledì 13 agosto 2025
Nu Cunt
Era un giorno di festa, forse Natale o Pasqua, non ci è dato sapere perché di tempo ne è passato tanto ma nella memoria popolare è rimasto il fatto accaduto per farci sorridere ma anche per mandarci messaggi, che sempre qualcosa ci vogliono dire.
lunedì 11 agosto 2025
LE TRADIZIONI DELL'ASSUNTA
LE TRADIZIONI DELL'ASSUNTA nella testimonianza di Clara Ricciardone e Vincenzina Papa
venerdì 8 agosto 2025
TRA SACRO E PROFANO: LA MADONNA ASSUNTA E IL FERRAGOSTO
Il 15 agosto la Chiesa festeggia l’Assunzione di Maria al cielo e nello stesso tempo si festeggia il Ferragosto, cioè la sospensione delle attività lavorative in tutti i campi.
sabato 2 agosto 2025
A SUNAT VINTINOR!
Non c’erano ancora orologi, all’epoca, ed era il suono delle campane che scandiva il ritmo delle giornate dei contadini, oltre che richiamare i fedeli alle funzioni e celebrazioni religiose.
Quando il contadino andava in campagna in terre lontane e senza orologio, dalla posizione del sole e dal suono delle campane, poteva desumere l’ora.
Era un suono legato a tradizioni e usanze locali, trasmesso di generazione in generazione, che poteva cambiare da paese a paese.
Oggigiorno siamo abituati a contare le ore da mezzanotte a mezzanotte. In passato, invece, si contavano da tramonto a tramonto perché si pensava che con il tramonto finisse la giornata e che ne cominciasse un’altra.
Al tempo del Vangelo, invece, al tempo dei Romani, si contava dall’alba all’alba.
Il difetto di questo modo di contare era che il tramonto e l’alba non erano fissi ma variavano da una stagione all’altra.
Considerato che il sole tramontava all’incirca alle ore 18 del pomeriggio, le 18 erano considerate l’ultima ora del giorno, corrispondente alle 24 di oggi.
Quindi, se le 18 erano le ore 24 , le 15 erano le 21 e ricordavano la morte di Gesù. Ventunore, perciò, erano le ore 15.
C’era anche una strofetta che si recitava al suono della campana:
"Benedett vintunore
Quann è mort Nostro Signore
Sott agl’uocch de Maria
Pe la salvezza dell’anima mia."
Al mattino, il suono del Mattutino, serviva a richiamare i fedeli alla preghiera e segnava l’inizio del giorno, alle 12 per ricordare la preghiera dell’ Angelus Domini, che coincideva anche con l’ora del pranzo, alle 15 per ricordare la morte di Gesù e alle 18 il Vespro, la preghiera della sera, che coincideva con il tramonto del sole e significava la fine della giornata.
Per il Vespro, però, la campana suonava tre volte, la prima volta, un’ora prima del tramonto e veniva chiamata Ave Maria delle 23, cioè un’ora prima della fine della giornata e per il contadino voleva dire lasciare il lavoro e incamminarsi verso casa.
Alle 18 suonava l’Ave Maria delle 24 e segnava la fine ufficiale della giornata .
Il terzo suono era detto Ave Maria di un’ora di notte e significava che era già trascorsa un’ora della notte ed era pericoloso trovarsi in cammino e si recitava il Requiem Aeternam per i Defunti.
Inoltre se la campana suonava a morto, dal numero dei rintocchi si capiva se era morto un uomo, una donna o un religioso.
Le campane servivano anche ad avvisare i fedeli se c’era un incendio o qualsiasi altro pericolo che potesse minacciare la comunità, insomma avevano un linguaggio universale , da tutti compreso.
Oggigiorno si sente dire che le campane possono dare fastidio e che il loro suono deve essere regolato in modo da non disturbare nessuno.






