giovedì 16 ottobre 2025

SAN GERARDO


IL CULTO DI SAN GERARDO NELLA DEVOZIONE POPOLARE MONDRAGONESE

Il 16 ottobre la Chiesa ricorda San Gerardo Maiella, uno dei santi più venerati del Sud Italia.
Fu un frate redentorista, vissuto solo 29 anni, dal 1726 al 1755. Fece dell’ Eucarestia il centro della sua vita e della sua santità.
Il Santo, che a Mondragone si venera nella chiesa di San Rufino, è stato sempre molto amato dal popolo mondragonese, lo testimoniano i pellegrinaggi in pullmann , che si facevano ogni anno, nel mese di ottobre, per recarsi al santuario di Materdomini, a Lui dedicato, in provincia di Avellino.
Addirittura si passava la notte in chiesa, dormendo per terra o seduti nei banchi.
Nella nostra tradizione c’è anche un canto popolare a Lui dedicato:
San Gerard quann er vuaglion
Se facev la Cummnunion
San Gerard quann er bambin
Se facev la disciplin
Disciplin scurrev sangue
San Gerard s’è fatt sant
San Gerard quann er ragazz
Se facev comme nu pazz
Sa Gerard glorios
T’aggiu purtat st' bell' ros'
E le rose le dono a te
San Gerard prega per me.
Attraverso il canto si faceva riferimento ad alcuni episodi salienti della vita del Santo.
“Se faceva la Cummunion” si riferisce al fatto che l’Eucarestia è stata il fulcro di tutta la sua vita. Dalla biografia si legge che Gerardo a 6 anni si avviava verso una cappella solitaria di Capodigiano, dove si venerava una statua della Vergine, che sorregge il Bambino. Gerardo si metteva in preghiera e vedeva che il Bambino lo guardava e sorrideva, poi scendeva dalle braccia della Vergine e giocava e scherzava con lui. Poi gli offriva un bianco panino , che portava a casa. Quando poi diventò sacerdote redentorista, disse alla sorella Brigida: - Ora so che quel Bambino era Gesù. Il “bianco panino” era figura di un altro pane , la Candida Ostia, che vedeva distribuire in chiesa. L’amore per l’Eucarestia arrivò fino alla follia. Quando arrivava la Quaresima, poi, intensificava le astinenze e i digiuni così austeri da far preoccupare seriamente la madre.
“Se facev la disciplin” si riferisce alla sua pratica di flagellarsi in ricordo della flagellazione di Cristo, come forma di mortificazione e partecipazione alla sua Passione. Passava le notti ai piedi di Colui che chiamava “il mio carcerato”. Da un suo parente, l’abate Tirico, si faceva dare la chiave della chiesa, vi si chiudeva e sfogava davanti al Signore tuti gli affetti del suo cuore e piangeva per le ingratitudini degli uomini.
Si tratteneva tutta la giornata e la nottata oppure si portava un po’ di pane e si tratteneva per tre o quattro giorni, dormendo per terra.
“Se facev comme nu pazz” San Gerardo è stato definito “il pazzerello dell’Eucarestia” perché trascorreva lunghe ore di contemplazione davanti al tabernacolo e riusciva a scorgere l’amore di un Dio crocifisso , nascosto in un po’ di pane, in quella prigione d’amore. Dopo aver fatto la Comunione passava tutta la mattinata a pregare e non si risvegliava dal suo assorbimento in Dio, se non richiamato dal Padre Rettore . La sua
posizione, nel pregare, era stare disteso per terra davanti all’altare.
Nella tradizione popolare San Gerardo è il santo protettore delle mamme, delle partorienti e dei bambini. Si racconta che una volta abbia fatto finta di dimenticare il suo fazzoletto a casa di una famiglia che lo aspettava,. Una bambina della famiglia gli corse dietro per restituirglielo ma Gerardo le disse di tenerlo perché un giorno le sarebbe servito. Anni dopo la donna era in pericolo durante il parto, ricordandosi del fazzoletto, se lo fece poggiare sulla pancia e i dolori cessarono, permettendole di partorire felicemente.
San Gerardo è chiamato anche “il santo degli scartati” perché nella sua vita subì molte mortificazioni e angherie, disprezzi e accuse.
Rimasto orfano a 12 anni, andò a lavorare nella bottega di un sarto, dove subiva le percosse, gli insulti e i disprezzi di un giovane di bottega che lo aveva preso di mira. Divenne, in seguito, servo paziente del severo vescovo Albini, sotto il quale si esercitò nella silenziosa sopportazione.
Fu accusato, in seguito, da una certa Nerea Caggiano di essere responsabile della gravidanza di una ragazza, poi, pentitasi, lo scagionò . San Gerardo accettava in silenzio le punizioni dei superiori come un’ulteriore prova spirituale, senza difendersi.
San Gerardo è diventato, quindi, un simbolo di riscatto sociale, di speranza per gli ultimi, proprio come definito da papa Francesco.

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