venerdì 24 ottobre 2025

PALAZZO DONN’ ANNA

Il suggestivo Palazzo Donn’ Anna, affacciato sul mare di Posillipo, è uno degli edifici più affascinanti di Napoli ed anche uno dei più misteriosi.
Fu costruito nel XVII sec. per volere di Anna Carafa della Stadera.
Perché parlare di questo famoso palazzo napoletano? Perché donn’ Anna(1605- 1644) era figlia di Antonio Carafa, quinto duca di Mondragone, in carica dal 1602 al 1610, anno in cui morì.
Si sposò con Elena Aldobrandini ed ebbe tre figli, di cui l’ultima era Anna.
Il figlio primogenito morì a due anni, poco dopo morì il secondo ed infine morì il padre.
Per questo Anna si ritrovò ad essere l’unica erede universale della dinastia Carafa dei principi di Stigliano, la più ricca ereditiera d’Europa, desiderata e ambita dai più ricchi signori del tempo.
Possedeva il Ducato di Sabbioneta, il Principato di Stigliano, il Ducato di Mondragone e la Contea di Fondi.
Si sposò, per volere del re, con il nobile spagnolo Ramiro Felipe Nunez de Guzman, che fu nominato vicerè di Napoli e quindi donn’ Anna fu viceregina.
Morì a 39 anni a causa di una grave infezione, seguita ad un parto prematuro. La sua salma è custodita nella basilica di San Domenico Maggiore.
La sua fama è legata al famoso palazzo costruito in suo onore, sul quale aleggiano credenze popolari narrate anche dalla scrittrice Matilde Serao.
Si racconta che Anna, donna potente e di grande bellezza, fosse estremamente gelosa del suo amante, Gaetano di Casapesenna. Quando scoprì che l’uomo si era invaghito di una giovane, non tollerò l’affronto. Si dice che in un impeto di gelosia fece sparire la ragazza nelle segrete del palazzo. Da quel momento la leggenda narra che lo spirito della giovane si aggiri ancora tra le stanze del palazzo, piangendo la sua tragica fine. C’è chi dice di aver udito i suoi lamenti e chi afferma di aver visto un’ombra misteriosa riflettersi nelle acque del mare sottostante.
Si racconta anche che Donn’ Anna si invaghiva dei giovani pescatori che si fermavano a pescare proprio nelle vicinanze del palazzo, li faceva salire nelle sue stanze ma quando finiva l’idillio, li faceva precipitare giù tra gli scogli senza pietà finché un giorno accadde qualcosa di diverso, si innamorò davvero di un giovane pescatore di Posillipo, che però non ricambiava il suo amore. Ferita nell’orgoglio, si lanciò dal suo stesso palazzo, inghiottita dal mare. Da allora c’è chi dice di vederla ancora camminare su quei balconi, alla ricerca dello sguardo del suo amato pescatore.
Storia e leggenda si mescolano intorno alla figura di Donn’ Anna. Secondo lo storico Biagio Greco c’è da dire , però, che alcune leggende, sono state confuse dal popolo napoletano con quelle riguardanti la regina Giovanna, della casa d’Angiò.
Per quello che ci riguarda, donn’ Anna successe al padre Antonio, morto nel 1610, e fu duchessa di Mondragone fino alla sua morte, avvenuta nel 1644.












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