martedì 5 maggio 2026

PER TUTTI I DEVOTI DELLA MADONNA INCALDANA

 LA QUESTIONE DELL’INCENDIO

Durante la Peregrinatio di S. Maria Incaldana si può toccare con mano la devozione del popolo mondragonese per la Madonna.
Ogni devoto dovrebbe conoscerne la storia che, per alcuni periodi, rimane ancora oggi vaga e misteriosa.
La storia inizia con l’incendio, di cui non si conosce la data, che i Turchi invasori appiccarono alla chiesetta e al convento del Belvedere.


Le prime notizie certe che si hanno della Madonna risalgono al 1569, quando i Carmelitani presero possesso del Belvedere. Essi affermano che nella chiesetta “era la celebre immagine di S. Maria in Caldana”
Di questo siamo certi perché risulta dall’archivio generale dei Padri Carmelitani.
Tutti gli ordini religiosi: Francescani, Benedettini, Carmelitani … , scrivevano gli Annali o Cronache , in cui registravano tutto ciò che succedeva ogni anno. Grazie a loro gli storici hanno potuto ricostruire la vita di quel tempo con precisione.
Secondo la tradizione, riportata da Antonio Sementini nel testo “Memorie su culto di Maria SS Incaldana”, nell’incendio, da lui datato nel 1560, il quadro della Madonna si salvò miracolosamente, riportando solo una lieve bruciatura alla guancia destra.
Tutti accorsero sul posto, dove constatarono la quasi distruzione del convento e fu deciso di trasportare la Sacra Icona con solenne processione in paese nella chiesa dell’Annunziata, che dai documenti francescani risulta essere la chiesa di S. Francesco, che inizialmente si chiamava così.
Nel 1569 poi arrivarono i Carmelitani a prendere possesso del Belvedere e la Sacra Icona ritornò nel santuarietto restaurato, al tempo in cui a Mondragone regnavano i signori Carafa.
In seguito, dopo 55 anni di permanenza a Mondragone i Carmelitani furono costretti ad abbandonare quel luogo per l’eccessiva lontananza dal centro abitato e per il pericolo delle scorrerie dei Turchi e nel 1624 fu deciso di traslocare la Sacra Icona nella chiesa di S. Giovanni Battista, dove rimase definitivamente.
Per quanto riguarda l’incendio, il Sementini segue la data fornita da Francesco Maria Pratilli, originario di S. M. Capua Vetere, (1689-1763), sacerdote, archeologo e antiquario, che ha scritto l’opera “Della via Appia”, nel 1754, in cui parla anche di Mondragone e della Madonna Incaldana.
Purtroppo il Pratilli viene ricordato per i suoi studi eruditi ma anche per essere stato uno dei più abili falsari storici del ‘700. Per questo motivo la data dell’incendio non è certa.
Tuttavia, poiché è acclarato dagli storici che le incursioni turche nell’Italia meridionale sono iniziate dal XV sec, cioè dal 1400 in poi, è possibile che l’incursione sia avvenuta da quella data in poi.
Fausto Sementini nel libro “Memorie e riflessioni per infervorare la divozione verso Maria SS Incaldana” ci riporta addirittura al 1420.
L’incursione, quindi, può essere avvenuta dal 1400 in poi e prima del 1569 perché in tale data arrivarono i Carmelitani, i quali già trovarono la Madonna.
E allora da quanto tempo la Madonna stava là? Non lo sappiamo. E qui la storia si perde nel tempo




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