Domenica scorsa, al mercato ho comprato le spezzatelle.
Una volta, quando si rispettava realmente l’astinenza dalle carni, in Quaresima, questo tipo di castagne secche compariva, durante la settimana, sulla tavola contadina. Venivano mischiate alla pasta o al riso e mangiate come primo piatto per cambiare un po’ la monotonia del menu giornaliero, che prevedeva pasta, riso, legumi, zuppe di verdura, baccalà, aringa affumicata, qualche uovo ma poche perché andavano conservate per le pastiere.
Le ho messe a bagno la sera prima e poi le ho fatte cuocere, come i fagioli, in acqua, un pizzico di sale, una foglia di alloro. Poi le ho condite con un filo di olio.
Mia figlia e mio marito, quando le hanno viste, mi guardavano incuriositi e preoccupati, allora li ho rassicurati subito: - Tranquilli, non sono per voi, sono solo per me!
Ho letto che hanno proprietà antianemiche ed energetiche e allora per me vanno bene. Io aspetto proprio un po' di energia.

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