giovedì 12 marzo 2026

L’ ARINGA AFFUMICATA DELLA QUARESIMA

Una volta, in tempo di Quaresima, si usava comprare le aringhe affumicate per variare un po’ il menu giornaliero, che non prevedeva carne. Dato il suo sapore molto forte e deciso, se ne mangiava un pezzetto, condito con olio, con una fetta di pane.

Al mercato di Mondragone le aringhe non mancano mai. Io, però, di solito, non le compro perché, per i mei gusti, sono troppo salate. Quest’anno ne ho comprata una per un assaggio.
L’ho sfilettata e messa in acqua e latte per una notte, poi l’ho asciugata con carta da cucina e tagliata a tocchetti e ho fatto un’insalatina con patate lesse, aringa, olive e cipolla rossa di Tropea e infine ho condito tutto con olio e limone. E’ buona, devo dire, però mangiata con parsimonia perché c’è troppo sale.
A proposito di Quaresima c’è un proverbio mondragonese, che recita: - Vruocc(o)l de rap e vrocc(o)l de foglij, a Quaresima s’arravoglia.
Vuol dire che un giorno con un cibo e un giorno con un altro si faceva passare la Quaresima, rispettando l’astinenza dalle carni.



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