Una volta, in tempo di Quaresima, si usava comprare le aringhe affumicate per variare un po’ il menu giornaliero, che non prevedeva carne. Dato il suo sapore molto forte e deciso, se ne mangiava un pezzetto, condito con olio, con una fetta di pane.
Al mercato di Mondragone le aringhe non mancano mai. Io, però, di solito, non le compro perché, per i mei gusti, sono troppo salate. Quest’anno ne ho comprata una per un assaggio.
L’ho sfilettata e messa in acqua e latte per una notte, poi l’ho asciugata con carta da cucina e tagliata a tocchetti e ho fatto un’insalatina con patate lesse, aringa, olive e cipolla rossa di Tropea e infine ho condito tutto con olio e limone. E’ buona, devo dire, però mangiata con parsimonia perché c’è troppo sale.
A proposito di Quaresima c’è un proverbio mondragonese, che recita: - Vruocc(o)l de rap e vrocc(o)l de foglij, a Quaresima s’arravoglia.
Vuol dire che un giorno con un cibo e un giorno con un altro si faceva passare la Quaresima, rispettando l’astinenza dalle carni.

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