martedì 19 maggio 2026

DEVOTI DELLA MADONNA INCALDANA

 PER TUTTI I DEVOTI DELLA MADONNA INCALDANA

MONDRAGONESI CHE SI SONO DISTINTI NEL CULTO DI S. M. INCALDANA
Nella memoria popolare mondragonese è rimasta impressa la figura di un uomo, detto zi Luigi, che viveva da eremita negli anni 50/60 e curava la Cappelluccia della Madonna, tenendola pulita e in ordine, non facendo mancare mai fiori e ceri accesi, la stessa cosa faceva per la cappellina di san Rocco.
Era un omone grande e grosso, con un vestito somigliante a quello dei monaci, anche se tale non era, e con un lungo soprabito, andava di casa in casa con una cassettina a chiedere le offerte per la Madonna e una bisaccia in cui metteva qualche pezzo di pane che gli davano in elemosina.
In epoca più recente, molti ricordano la figura di zi Vicienzo o compa Vicienzo, al secolo Vincenzo Pirozzi, che risiedeva in via Gaeta.
Originario di Pomigliano d’Arco, nei primi anni del 1960 si recò con un mediatore a comprare i fagiolini nella zona dell’Incaldana e chiese notizie di una costruzione che vedeva in alto, gli fu detto che quella era la chiesetta dove era stata ritrovata la Madonna Incaldana, andò a visitare la cappella e alla visione della Madonna promise di non lasciarla più.
Fu una promessa che mantenne per tutta la vita, si recava ogni giorno sul Belvedere, a bordo del suo motocarro, apriva la chiesetta, e la teneva pulita e in ordine, recitava il santo Rosario, parlava ai visitatori della Madonna, mostrando un carisma che gli proveniva da una fede autentica e sincera senza retorica e senza ipocrisia, riuscendo a trasmettere la vera devozione alla Madonna.
Fuori alla chiesetta aveva creato un piccolo giardino con dei fiori che curava personalmente con amore, e che innaffiava, portando l’acqua da casa in due bidoni sull’Ape.
Era lui che si preoccupava di far celebrare le Sante Messe, e se qualche sacerdote non era disponibile, era sempre pronto a cercarne degli altri; era sempre lui che si rivolgeva agli amministratori politici per la costruzione della strada e dello spiazzato antistante la chiesetta, che furono eseguite.
Fece tutto ciò fino a tarda età, quando poi, avendo perso la vista da un occhio ed essendo afflitto anche da altri problemi di salute legati all’età, non fu più in grado di continuare la sua opera.
Nella devozione popolare la sua testimonianza sincera e autentica è rimasta impressa nel cuore dei Mondragonesi che l’hanno conosciuto.
Tutt’oggi la devozione popolare continua, c’è sempre qualcuno che si prende cura della chiesetta e la tiene aperta per i fedeli che vi si recano a pregare, è una fede che sfida secoli e impedimenti vari e solo il tempo ce ne dà veritiera testimonianza.




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