giovedì 14 maggio 2026

LA TRASLAZIONE

 PER TUTTI I DEVOTI DELLA MADONNA INCALDANA

LA TRASLAZIONE
Poiché nacque una lite tra gli abitanti di Piedimonte e di Mondragone sul possesso del quadro, i fedeli dei due paesi decisero di collocarlo su un carro trainato da due buoi, uno di Piedimonte e uno di Mondragone e di lasciare liberi i bovini di recarsi dove volevano; essi, giunti ad un bivio tra due strade, scelsero la strada per Mondragone.
Proseguendo lungo il tragitto, si fermarono all’incrocio della strada che porta alla cava di pietra e qui fu fatta erigere, in seguito, una piccola cappella, la Cappelluccia, dove tutt’oggi i viandanti si fermano a pregare e a deporre ceri e fiori.
Sulla pietra dove fu appoggiato il quadro, considerata sacra, fu infisso, in seguito, in ricordo dell’evento, un anello di ferro e la gente vi si recava a pregare; ora essa non è più visibile perché interrata, da quando è stata costruita la strada.
La tradizione popolare riferisce lo stesso episodio, raccontando addirittura che la Madonna si sedette su quella pietra ed era tanto stanca che raccolse delle foglioline di nepitella e le portò alla bocca per ristorarsi un po’.
Si sa che la tradizione popolare, a volte, mescola il fantastico al reale e l’abbellisce e lo colorisce, rendendolo poetico e meraviglioso come in un sogno.
Si racconta che i buoi che trainarono il carro morirono e furono seppelliti sotto il sagrato del santuario.
Dopo la traslazione, poi, si racconta che i sacerdoti della Collegiata abbiano provato a collocare la Madonna nella navata centrale per darle il posto d’onore, ma che Lei abbia espresso il suo dissenso, facendosi trovare, la mattina dopo, dietro la porta. La storia si è ripetuta per diverse volte.
Tutti, increduli e timorosi, si chiedevano quale posto volesse occupare la Madonna fino a che l’hanno posizionata nella navata laterale di destra e da lì non si è più mossa e, dunque, è stato chiaro il suo intento: era il Figlio che doveva stare al centro, Lei al suo fianco.
( il disegno ricostruttivo è del prof. Antonio Sementini)





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