(NU)N’ AMMA RA’ CUNT SUL A GENT MA PUR A RI CAN DE PUCURAR!
Non ricordo il racconto popolare da cui nasce questo detto, che comunque parlava delle varie vicissitudini di un tale , che, alla fine, si trovò a scappare per sfuggire ai cani di un pastore che lo inseguivano e si espresse con la famosa frase, dando origine al detto che di tanto in tanto si usa a Mondragone.
Esso sta a significare che qualsiasi cosa facciamo, dobbiamo rendere sempre conto a tutti, e perfino ai cani, nel caso del racconto, che pure vogliono dire la loro.
Chi la vede in un modo e chi in un altro, chi la vuole cotta e chi la vuole cruda, non va bene mai niente a nessuno.
Chi ci vede in un modo e chi in un altro perché, come diceva Pirandello, in “Uno, nessuno e centomila”, ognuno crede di essere “uno” , invece può diventare “100 000”, quante sono le persone che lo giudicano , in realtà non è “nessuno” di quelli perché nessuna idea di quello che gli altri pensano di lui corrisponde a verità; la “nostra verità” la conosciamo solo noi stessi ma, a volte , non la conosciamo neanche noi, se non abbiamo fatto quel famoso viaggio interiore per arrivare alla conoscenza e alla consapevolezza di noi stessi.
E comunque riguardo alle 100 000 persone che ci giudicano, freghiamocene pure altamente perché non è il loro giudizio che ci definisce. Chi può dire chi siamo realmente è solo Colui che ci conosce più di noi stessi.
Basta prendere le distanze da quelle persone, che credono di sapere di tutto e di più ma , in realtà, loro stesse non valgono più che quello che dicono, e andare diritti per la nostra strada.
E ce ne andremo così , con lo sguardo diritto in avanti, “sfrondandoci” di tutte quelle persone, che ci sono letteralmente “cadute” come foglie d’autunno, con la schiena diritta, fieri e soli ma sempre in compagnia. Dell’Essenziale.
Buona vita a tutti!

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