CAP DE MIUL Qualche volta si sente apostrofare così qualcuno che ha la testa dura.
Il blog di Caterina Di Maio dedicato alle tradizioni locali, agli usi, costumi e racconti di Mondragone CE, curato e pubblicato da Esterina La Torre
domenica 16 febbraio 2025
CAP DE MIUL
SANTA APOLLONIA
Oggi la Chiesa ricorda Santa Apollonia martire, una Santa poco conosciuta a Mondragone se non attraverso un detto popolare in cui si fa riferimento al suo martirio
domenica 2 febbraio 2025
FEBBRAR(O)
FEBBRAR(O)
domenica 26 gennaio 2025
STAI A MANGIA’ RENT A CHIES?
O’, STAI A MANGIA’ RENT A CHIES? ME NE (VU)O’ RA NU POC?
sabato 18 gennaio 2025
LE SCOLL ‘NFRONT
LE SCOLL ‘NFRONT…
In passato, nell’antica società contadina, nell’abbigliamento femminile, era sempre presente un accessorio, che si usava in molte occasioni e che addirittura, doveva far parte del corredo della sposa.
giovedì 12 dicembre 2024
A SCRIPPELL
martedì 3 dicembre 2024
MAL DE MOL, MAL DE COR!
martedì 12 novembre 2024
LE CAPUZZELL D’ANGIULIGLJ
venerdì 1 novembre 2024
Antica preghiera per i Defunti
mercoledì 23 ottobre 2024
UNA RICETTA DEL RICICLO
domenica 13 ottobre 2024
Antica orazione di S. Antonio
Un'antica orazione della tradizione mondragonese nella testimonianza della sig.ra Clara Ricciardone
Pubblicato da Caterina Di Maio su Domenica 13 ottobre 2024
domenica 6 ottobre 2024
OTTOBRE, IL MESE DELLE CASTAGNE
sabato 28 settembre 2024
A Faggiolata
A FAGGIOLATA
Iammucenn a faggiolata
Iamm a fa a visita a ru bufone
Ri fasuli ce mangiammo
E a casa cuntienti ce ne turnammo
Comme ricie a tradizione
A Sant’Angiulo nu vuaglione
Appenneva ru bufone pe fa spaventà agli amiconi.
Quanne vaie a faggiolata
Truove fasule e cutenelle
Vuanti e scrippellucce
E nisciuno Mundraunese ce sape rinuncià
Cu ru bufone illuminat
Ru divertimento è assicurato
Nella poesia si fa riferimento alla “visita a ru bufone”. Forse non tutti sanno che gli abitanti del rione di Sant’Angelo scelsero come simbolo il gufone , detto volgarmente bufone perché in quella zona piuttosto alta c’erano molti alberi dove si annidava il gufo, uccello notturno, caratteristico delle zone montane o forse lo scelsero per scaramanzia , visto che quest’uccello veniva considerato di malaugurio. Il detto vero e proprio nasce, però, dalla tradizione orale. Si racconta che tanto tempo fa, tre amici, uno di sant’Angelo, uno di San Nicola e uno della zona mare erano soliti uscire insieme, si recavano all’osteria e lì, dopo aver bevuto in allegria, si prendevano in giro, tra di loro, alla buona. L’amico di Sant’ Angelo, che per voce di popolo pare appartenesse alla famiglia dei “Cioci” veniva sempre insultato dagli altri due con l’appellativo di bufone e paragonato a un gufo perché nella sua zona era frequente sentire il verso dei gufi e delle civette. Il ragazzo per vendicarsi, in occasione della festa di San Michele, invitò gli amici a casa sua, uccise un gufo e lo appese fuori alla porta. Gli amici, a quella vista, rimasero piuttosto infastiditi e non gradirono molto la sorpresa. Da questo episodio è nata la tradizione della visita al bufone nel giorno di San Michele Arcangelo.
giovedì 12 settembre 2024
TEMPO DI CONTRORA
Sperando che per quest 'anno quel caldo insopportabile sia passato ...
giovedì 29 agosto 2024
Canti per S.Antonio
I Canti della devozione popolare per S.Antonio nella testimonianza della prof.ssa Adele Papa Adele Pa
Pubblicato da Caterina Di Maio su Giovedì 29 agosto 2024
mercoledì 28 agosto 2024
D(E) (E)STAT SICCA VIETT
D(E) (E)STAT SICCA VIETT .... CHE DE VIERN SO CUNFIETT
martedì 27 agosto 2024
ME PARE A COT(E)N NCOPP A RI CRAUN
lunedì 5 agosto 2024
RER CASCA RER
Dopo anni , un giorno vide il figlio che stava facendo la stessa cosa, ne capì l’intenzione e chiese: - Ma pecché? E il figlio: - T’aggia purtà ncopp a muntagn!
Allora si rese conto e rispose: - Ma che staje a ffà, rer casca rer? Da na g(e)nerazzion a ‘nnat, da lu mal a lu peggio? E sp(e)zzamm(e)l sta catena!
E convinse il figlio a non ripetere il male che lui stesso aveva fatto.
L’espressione “Rer casca rer” voleva dire che quando si cade all’indietro, cioè ci si incammina sulla via del male , non si riesce a ritrovare la strada del bene e si può solo cadere sempre più all’indietro e quindi sempre più in basso. Ci vuole un atto di coraggio per risalire e per imparare, successivamente, a riconoscere e a gestire il bene e il male che sono in tutti noi.
(Racconto della sig.ra Carmela Filosa)

























